Spesso abbiamo sentito dire che le cose vecchie tornano sempre di moda, ebbene fin dagli anni dal 2003 al 2010 chi scrive ha provato a combattere il gioco d’azzardo nelle Aule di Tribunali con gli stessi argomenti che oggi, dopo circa dieci anni, vengono ripresi dai media e da molte testate giornalistiche comprovando tutta la loro attualità… magra soddisfazione perché non si è riuscito a cavare un ragno dal buco… per i Giudici infatti quei giochi erano gestiti dalloStato e quindi… sappiamo come è andata a finire…, ormai è storia di tutti i giorni!
Oltre alle battaglie giudiziarie, ritenni di pubblicare nell’ottobre del 2006 sull’arcinoto sito JAMMA uno dei tanti articoli dal titolo: l’inganno dei Monopoli di Stato al vaglio dei PM di Venezia sulla legge n.289/2002” con il quale suggerivo agli addetti ai lavori di considerare i tempi ormai maturi per ideare-produrre ed installare nei Locali aperti al pubblico giochi leciti atteso che le motivazioni del PM finalizzate ai sequestri di alcune tipologie di Slot machine, (tutti sappiamo quali), risultavano identiche a quelle segnalate dallo scrivente fin dall’anno 2003 all’attenzione di Funzionari della Direzione Aams di Roma, anche queste però cestinate sebbene il dispositivo della Sentenza n. 16660/2007 della Suprema Corte di Cassazione,  sul Ricorso per saltum presentato dall’Avv. Ripamonti disponeva: l’art. 110 non ha eliminato il concetto di gioco d’azzardotanto e vero che ne ha espressamente vietato la pratica oltre che ribadito le caratteristiche. Esso continua ad essere trattato come un grave disvalore sociale capace di produrre “effetti nefasti” sull’individuo, sulla sua famiglia e quindi sulla intera società.  Parole durissime dei Giudici Supremi ma disattese anche da quelle Istituzioni che oggi si ergono a protezione dei meno abbienti irrimediabilmente succubi del gioco d’azzardo.
Ho voluto ricordare alcuni importanti passaggi per introdurre l’articolo che segue senza però omettere di ringraziarvi per il tempo dedicatomi.

Gino Gaude
09 gennaio 2017